Le casse amplificate e i loro usi

casse amplificate

Impossibile essere patiti di musica e non volere comporre un impianto stereo degno dei migliori concerti: chi non ha nel proprio impianto le casse amplificate non sa cosa si perde dato che le casse amplificate permettono di provare un’esperienza unica con la musica e per questo vedremo di seguito come scegliere le migliori case amplificate in circolazione. Provare l’emozione di sentire un concerto in diretta radio utilizzando delle buone casse amplificate: non è da tutti ed è soprattutto da esperti del settore voler dotare il proprio impianto stereo di casse amplificate, infatti a utilizzarle maggiormente sono i professionisti e i veri fans della buona musica perché la cassa amplificata permette di riprodurre un suono diverso che tende ad essere amplificato e quindi diffuso, un tipo di suono che serve soprattutto durante concerti ed esibizioni dal vivo anche se non sempre è consigliabile o preferibile usare le casse amplificate durante esibizioni live.

Le casse di per sé sono dispositivi elettrici che consentono di convertire il segnale elettrico in acustico, quando queste casse sono amplificate significa che funzionano come diffusori e riescono a diffondere appunto il suono all’interno di ambiente piuttosto ampi e affollati e praticamente in tutti quei contesti in cui il suono può perdere in qualità e l’uso di casse amplificate permette che ciò non accada o comunque permette di ridurre il disagio e di ottenere un suono ugualmente pulito dato che a volte il successo di un evento è determinato proprio dalla qualità dell’audio. Riuscire a scegliere le casse amplificate di qualità migliore è davvero un’impresa da dio perché esistono un bel po’ di modelli di casse con caratteristiche diverse e che solo un vero esperto riuscirebbe a distinguere, per questo cercheremo almeno di capire quali sono quelle che contano per poter scegliere una buona qualità di casse amplificate.

Non tutti sanno che quando si decide di organizzare un concerto in un posto affollato, bisogna saper scegliere il tipo di casse da usare sul palco affinché tutti i partecipanti al concerto in piazza possano godere della musica ascoltandola bene, inoltre è anche una soddisfazione di chi si esibisce poter garantire al pubblico una buona qualità del suono riprodotto. Che si tratti di un evento pubblico da organizzare in piazza o in un locale, l’uso delle casse amplificate contribuisce a ottenere un audio funzionale alle proprie aspettative: infatti, le casse amplificate sono l’ideale da usare quando lo spazio è particolarmente grande e affollato, ecco perché la qualità del suono dipende da quella delle casse o meglio dal tipo di materiale dello chassis che, di solito, è realizzato in legno.

Quando usare le casse

Anche il materiale degli altoparlanti e del circuito cross over è importante dato che agli altoparlanti deve essere trasmessa la giusta frequenza. Le casse acustiche amplificate sono, in pratica, dei diffusori che hanno al loro interno un amplificatore, il che significa non solo che semplificano la logistica nel momento in cui bisogna trasportarle da un posto all’altro e non richiedono la presenza di amplificatori, ma sono anche facili da installare. Grazie a queste loro caratteristiche, le casse amplificate consentono al suono di coprire un range molto ampio senza presentare alcun tipo di alterazione.

Quando la sicurezza si chiama Telecamere IP

Telecamere IP

Con quello che si sente in giro sui ladri d’appartamento, ormai tutti quelli che pensano di rischiare un furto in casa sono muniti di apposito sistema di videosorveglianza e hanno dotato casa propria di telecamere IP. La sicurezza propria e dei propri cari è importante vediamo quindi, cosa sono e come possono garantire tale sicurezza le telecamere IP. Quando si tratta di proteggere se stessi e i propri familiari da malintenzionati, le precauzioni non sono mai troppe e anche dotare la propria casa di un sistema di sicurezza garantisce di poter dormire sonni tranquilli, che lo diventano ancora di più se il sistema di sicurezza è dotato di telecamere IP. Non tutti conoscono questo tipo di telecamere che vengono oggi usate per assicurare maggiore protezione domestica contro eventuali ladri d’appartamento che dovessero prendere di mira la propria abitazione.

In pratica si tratta di vere e proprio mini telecamere da poter posizionare in casa, sia per monitorare l’interno che l’esterno dell’abitazione, e che permettono di ottenere le riprese tramite internet. Si tratta di dispositivi che è possibile installare anche da soli senza per forza rivolgersi a dei professionisti della sicurezza, e che anche se permettono di ricevere l’immagine via internet o via mobile, non devono essere collegate al computer. Dotando casa o l’ufficio di questi particolari dispositivi, è sufficiente avere con sé il computer o uno smartphone o un tablet per collegarsi direttamente con il luogo in cui sono state installate le telecamere e ricevere l’immagine dal vivo di quel che accade, o non accade, in diretta sul posto.

E’ di sicuro un modo immediato di avere casa propria sotto controllo e il fatto di poter monitorare anche con un semplice smartphone rende la questione sicurezza ancora più pratica e facile da gestire. Probabilmente ciò che all’inizio può sembrare più difficile da gestire è proprio la scelta delle telecamere stesse, dato che ormai si trovano sul mercato diversi modelli che riescono a soddisfare pienamente sia il consumatore che ha a disposizione poco budget ma che ci tiene alla sicurezza di casa, e sia chi si può permettere di spendere e magari dotare anche gli spazi esterni di telecamere ip. La praticità dell’installazione infatti, non scoraggia affatto dall’acquisto e per questo magari è preferibile capire prima di che tipo di telecamere ip munire casa: per scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze è necessario saper distinguere questi apparecchi secondo le caratteristiche tecniche che li contraddistinguono.

Come scegliere le telecamere ip

Per esempio, una delle caratteristiche da notare è la tipologia di collegamento di cui hanno bisogno queste telecamere di sorveglianza per poter funzionare. Di solito, le telecamere ip vanno sistemate in corrispondenza o nelle vicinanze di una presa elettrica e, come detto, non c’è bisogno di collegarle al computer perché sfruttano la rete wireless già presente in casa, però ci sono anche dei modelli che, al contrario, hanno bisogno di essere collegate almeno al router per poter accedere a internet. Ecco perché è preferibile arrivare preparati in negozio: se si decide per le telecamere con collegamento al router, si dovrà sapere anche che la scelta migliore è per quelle che supportano un collegamento ‘power over Ethernet’, che permette di sfruttare lo stesso cavo che si usa per il collegamento internet anche per l’alimentazione.

Quando è meglio acquistare smartphone in Italia

meglio acquistare smartphone in Italia

Incredibile a dirsi ma oggi se si desidera trovare un cellulare a un prezzo ammissibile non è per forza necessario guardare oltre oceano: molto spesso le occasioni migliori quanto ad acquisti mobile capitano più in Italia che all’estero.

Perché conviene fare shopping in Italia

Almeno ogni mese ce n’è sempre uno nuovo di smartphone che viene lanciato sul mercato per cui si ha sempre più l’imbarazzo della scelta su quale modello quale marca e quali accessori preferire per il proprio smartphone. Vero è che molto più spesso di quanto si creda i prezzi annunciati dai brand più quotati non si possono proprio definire abbordabili e non sono adatti a tutti: per esempio un Galaxy S Edge parte da una base di 890 euro il che è davvero tanto per chi lo smartphone lo usa giusto per la chat e per fare telefonate.

Per fortuna che grazie proprio all’uscita dei nuovi modelli, i dispositivi che anche solo il giorno prima costavano un occhio della testa subiscono un abbassamento di prezzo raggiungendo quote decisamente meno proibitive. A mettere a confronto i prezzi dei diversi dispositivi mobile presenti sul mercato ci pensano appositi siti o App che hanno comparato appunto il prezzo dei 50 smartphone più richiesti nei paesi europei e si è confermata la teoria che vuole un buon smartphone non per forza da acquistare a prezzi folli.

Spese pazze ma quanto?

I diversi confronti di prezzi tra smartphone infatti, hanno evidenziato come non si debba per forza vendere un rene per permettersi l’acquisto anche di un modello mobile molto recente: il costo medio di uno smartphone particolarmente ricercato si aggira intorno ai 300 euro, inoltre l’affare o meno dipende anche dal paese in cui si intende effettuare la spesa ed è facile passare da un vero affare a una colossale fregatura. Un esempio su tutti è quello del Galaxy Note 4: volendolo acquistare in Polonia la cifra si aggira sui 670 euro, ma basta già fare un salto in Francia perché il costo di abbassi sui 500 euro: in pratica paese che vai prezzo che trovi, e la forbice in alcuni paesi per alcuni tipi di dispositivi si restringe ancora dii più.

Tra i paesi europei dove risulta più conveniente acquistare uno smartphone capeggia anche l’Italia in cui dei 50 smartphone considerati ben più della metà si trovano a un prezzo realmente competitivo rispetto a quello praticato da altri paesi europei. Dopo l’Italia, è la Francia a essere il paese più conveniente dove fare incetta di smartphone, mentre quello che va subito conteggiato nella “black list”, come paese dove è meglio non pensare nemmeno all’acquisto di un dispositivo mobile, è la Gran Bretagna dove i prezzi degli smartphone sono decisamente più alti che nel resto d’Europa. Naturalmente essere uno dei paesi in cui la spesa per uno smartphone è tra le più basse d’Europa non significa che l’Italia rappresenti il ‘paradiso’ degli smartphone, anzi gli iPhone sono noti per l’avere sempre il prezzo maggiore.

Come è cambiato il carsharing con il mobile

Com e cambiato il car sharing con il mobile

BlaBlaCar è ormai il gruppo francese del carsharing più conosciuto a livello europeo e che si sta espandendo a un ritmo sempre maggiore in tutta Europa, Italia compresa, tanto che ora il gruppo, leader della condivisione di passaggi in auto, ha ben pensato di acquisire le tedesca Carpooling.com, suo principale competitor, e la start up ungherese Auto Hop per sviluppare maggiormente la sua attività.

Carsharing: un nuovo traguardo nella sharing economy

Quale soluzione migliore per diventare subito un colosso se non quella di eliminare i competitor maggiori assimilandoli? È quello che ha fatto il gruppo francese BlaBlaCar che ha pensato bene di ‘fare shopping’ di altrettanti servizi europei, suoi potenziali competitor, allo scopo di diventare l’unico e solo riferimento internazionale per quanto riguarda il carpooling in Europa. Ecco quindi che BlaBlaCar, in seguito alla crescita avvenuta dal 2006 a oggi, ha acquisito i suoi principali competitor, ovvero Carpooling.com e la start up ungherese AutoHop. Oggi usufruendo del servizio offerto dal gruppo BlaBlaCar, è possibile condividere e gestire viaggi in auto a cifre irrisorie: dividere un’auto non solo tra amici ma tra chiunque sia disposto a usare il servizio del gruppo francese condividendo il viaggio in auto anche con sconosciuti.

Ormai questo tipo di condivisione è possibile richiederla in ben 18 paesi europei e non, infatti BlaBlaCar non è presente solo in Olanda e in Portogallo ma anche in Serbia, Polonia, Gran Bretagna e, ovviamente, in Italia. Quindi in paesi europei e non, ma il colosso francese ha iniziato a espandersi in terre ancora più lontane: non è presente più solo in Europa, il carpooling si è affermato e ha riscosso il suo successo dallo scorso gennaio anche nella lontana India dove a usare il servizio messo a disposizione dal gruppo francese sono già 20 milioni di utenti, cifra incredibile se si pensa che BlaBlaCar ha esportato il carsharing in India solo da pochi mesi.

Diffusione del carpooling e della sharing economy

Il principio su cui si basa BlaBlaCar è la condivisione dell’automobile con altri passeggeri che devono percorrere la stessa tratta e che accettano di dividere con il guidatore tutto o buona parte del viaggio, e per la maggior parte delle volte chi sta alla guida condivide il percorso con persone sconosciute. Naturalmente il principio che muove a rivolgersi a BlaBlaCar è quello del risparmio di denaro, dato che, anche se sconosciuti, si accetta di buon grado di dividere le spese come ‘buoni amici’. Se da una parte con l’acquisizione della tedesca Carpooling, il principio del carsharing andrà diffondendosi e aumentando significativamente in tutta Europa, partendo dalla stessa Germania, dall’altra parte l’acquisizione anche di AutoHop consentirà a BlaBlaCar di entrare nei mercati di quattro nuovi paesi, ovvero Ungheria, Romania, Serbia e Croazia, mettendo il gruppo francese in una posizione privilegiata rispetto ad altri eventuali competitor.

Grazie a questi movimenti, i francesi potranno creare una vera e propria comunità europea di carsharing rendendo più che reale l’idea del trasporto condiviso, ma soprattutto andando a rafforzare e affermare il principio della sharing economy. BlaBlaCar quindi potrà offrire e proporre ai propri utenti un servizio ancora migliore e unificato per i suoi utenti in Germania e in Europa centrale.