I benefici degli Omega 3

benefici degli Omega 3

Non tutti sanno che gli omega 3 sono dei preziosi acidi che aiutano nella lotta contro i tumori, in special modo a combattere il cancro al seno nelle donne. Ma cosa sono esattamente e perché possono essere coinvolti in questo importante evento dell’organismo lo vedremo di seguito. Gli omega 3 sono importanti acidi grassi polinsaturi che partecipano a svariate funzioni del nostro corpo. Alcuni recenti studi hanno confermato l’azione benefica degli omega 3 nella cura del cancro, in special modo nella lotta al tumore al seno. Infatti, queste ricerche condotte da una equipe statunitense hanno dimostrato come, se si riesce a introdurre nell’organismo una buona razione di omega 3 conducendo una corretta alimentazione ma anche aiutandosi con l’assunzione di integratori alimentari, è possibile far diventare il proprio corpo più ricettivo alle cure anti tumorali, anche quelle più classiche come la radioterapia o la chemioterapia.

Le donne che si nutrono ogni giorno di omega 3 non solo rischiano di contrarre il tumore al seno molto meno rispetto a chi non conduce una dieta equilibrata, e riescono ad affrontare meglio la malattia. Sembrerebbe che assumere alimenti omega 3 determini un rallentamento proprio nello sviluppo delle cellule del cancro e, di conseguenza, un rallentamento anche nella manifestazione delle metastasi. Inutile domandarsi perché proprio questi particolari acidi grassi possano riuscire in quello in cui la medicina non riesce, ovvero migliorare il decorso del tumore e rallentarne la proliferazione.

Sempre dalle stesse ricerche è stato evidenziato la relazione che intercorre tra gli omega 3 e quella percezione di stanchezza tipica nella maggior parte dei pazienti affetti da cancro: introdurre nella propria dieta due o tre pasti in cui sia compreso del pesce come salmone, tonno o sgombro, rappresenterebbe un modo efficace di avere più energia durante la giornata, il che comporta un abbattimento del senso di pesantezza provato da chi ha eseguito la normale profilassi contro il tumore. Preferire gli omega 3 significa quindi, aiutare a combattere, a prevenire e a diminuire la proliferazione della massa tumorale anche al seno: ecco perché oggi tutti i medici raccomandano ai propri pazienti di stare attenti a ciò che mettono in tavola perché è proprio da ciò che mangiamo che inizia la prevenzione contro i tumori.

Perché assumere gli omega 3

Questo è stato ampiamente confermato anche in laboratorio: infatti, gli ultimi studi non hanno fatto altro che confermare del tutto i benefici degli omega 3: sulle cavie di laboratorio, infatti, l’assunzione degli acidi grassi ha provocato una sorta di inibizione nei confronti del tumore, rallentandone lo sviluppo e la crescita all’interno del corpo. Si tratta di un risultato sorprendente che riuscirà a migliorare gli attuali metodi di cura e prevenzione anticancro. Se si vuole assumere ogni giorno la propria dose di omega 3 basta quindi portare in tavola salmone, sgombro, tonno, noci, uova, spinaci, cavolfiori, semi di lino, olio di lino, frutta secca. Naturalmente si tratta di un regime alimentare che dev’essere stabilito e controllato da un professionista, il solo in grado di introdurre ogni giorno e man mano gli acidi grassi polinsaturi nella giusta quantità.

Quando la vitamina C fa bene

vitamina C fa bene

I medici lo dicono da subito: una buona alimentazione aiuta il feto a crescere e svilupparsi bene, per cui durante la gravidanza, la mamma deve porre attenzione a nutrirsi e nutrire il bambino dentro di sé apportando tutti i nutrienti di cui necessita, altrimenti il feto può dover affrontare carenze nutritive e la mamma stare male. Per prevenire piuttosto che curare, la prima cosa da verificare è l’apporto di vitaminica C, la cui assenza nel sangue della mamma può incidere negativamente sul bambino.

Quanta vitamina C assumere

Il bambino ha bisogno di crescere senza problemi almeno quando la responsabilità del suo sviluppo è tutta nelle mani della mamma, per questo in gravidanza durante quei fatidici nove mesi la gestante deve essere rigida con se stessa e prestare attenzione a ciò che mangia, se non per se stessa almeno per il proprio feto. condurre un corretto regime alimentare non vuol dire stare a dieta anche in gravidanza, ma significa riuscire ad apportare una corretta e giusta dose di nutrienti al bambino: se il feto dovesse incorrere in un deficit di elementi nutritivi il suo sviluppo potrebbe essere compromesso e addirittura si potrebbe verificare un rallentamento o altrimenti, cosa ben peggiore, l’insorgere di malformazioni congenite di cui l’infante soffrirà ancora di più alla nascita.

Per questo i nove mesi di gestazioni sono a carico di una mamma che deve essere severa e autoritaria con se stessa e prefissarsi un regime alimentare ricco di minerali e vitamine nelle giuste quantità e di tutti quei nutrienti altamente indispensabili per lo sviluppo del bambino. i medici raccomandano tra tutti, di stare attenti all’assunzione di vitamina C, perché? Prima di tutto perché una sua mancanza comporta gravi danni alla crescita del bambino già da quando è feto compromettendone la crescita.

Cosa comporta la carenza di vitamina C nel feto

Il deficit di vitamina C si verifica in tutti quei casi in cui si incorre in un ritardo, anche leggero, nella formazione di una parte del cervello del feto: si tratta di tutta quell’area del sistema nervoso che riguarda l’ippocampo, ovvero la zona del cervello relativa alla memoria. Se ci pensate non è poco il danno che ne verrebbe al bambino, che potrebbe dimostrare una volta cresciuto ritardi rispetto ai coetanei, incolmabili, per cui non costa niente durante la gestazione avere un attimino un’attenzione maggiore sull’apporto di vitamina C così da permettere una completa e soprattutto sana formazione dell’ippocampo.

Inutile dire che per meglio assimilare nel proprio organismo vitamina C bisogna farsi prima un giretto da un valido nutrizionista che saprà indicare tutte le possibili maniere in cui apportare il giusto quantitativo di vitamina C durante la giornata, insomma saprà fissare il giusto livello di razione giornaliera. Come tutti sanno, questa vitamina è contenuta in tutti gli ortaggi di colore arancione, negli agrumi come arance e mandarini, ma anche in altri tipi di frutta e verdura e se proprio non si riesce, nonostante il regime alimentare creato ad hoc, ad assimilare la dose quotidiana per intero, c’è sempre la possibilità di ricorrere agli integratori alimentari che si possono rivelare dei validi alleati soprattutto nel caso in cui la carenza si faccia sentire particolarmente. Naturalmente gli integratori non vanno presi se non sotto consiglio medico, anche perché sarà il nutrizionista a indicare alla paziente quali integratori assumere dato che non sono tutti uguali e non sono tutti adatti alle donne in dolce attesa, poiché alcuni presentano delle sostanze che le gestanti non dovrebbero assumere.

Come nutrirsi durante la gravidanza

come nutrirsi durante la gravidanza

Oggi bisogna sfatare il mito errato che quando si è incinta bisogna mangiare per due: non è affatto vero che una donna se incinta può darsi al cibo in maniera incondizionata, anzi è proprio il contrario! Per tutelare la salute proprie e del feto, la donna non deve cedere agli eccessi e deve condurre una dieta equilibrata per salvaguardarsi, ecco perché ora vi spiegheremo perché non bisogna più approfittare delle vecchie dicerie sulle donne incinta.

Come tutelarsi in gravidanza

Ora facciamo un appello ufficiale a mo’ di ‘arrotino’: “Donne, basta con le vecchie credenze sulla gravidanza! Per tutelare la propria salute e quella del bambino mangiate bene!”. ormai è questa la realtà: la donna nemmeno in gravidanza, ovvero durante l’unico periodo della vita in cui eravamo convinte che le diete ci facessero un baffo, può concedersi uno sgarro alimentare. Se, come crediamo, ci tenete più alla salute del piccolo dentro di voi che alla vostra, allora dovete fare le brave, e rinunciare per sempre alla vecchia credenza che quando si aspetta si può e si deve mangiare per due perché non è così! Durante i mesi di gestazione, la futura mamma e il feto devono condurre un’alimentazione, se non scientificamente approvata, almeno povera di grassi e di zuccheri.

Lo dico ad alta voce anche tutti i medici quando affermano di concordare nella prescrizione e raccomandazione di un regime alimentare che sia realmente sano ed equilibrato e che non faccia metter su chili non calcolati precedentemente alla mamma, in quel caso forse la mammina si è divertita a sgarrare un pochino! È anche per questo che oggi le donne incinta che si vedono, pancia a parte, restano magrissime, perché rispettano una dieta alimentare prestabilita dal proprio medico e la seguono in toto senza sgarrare. Diciamo che almeno la presenza del feto incoraggia a non sgarrare perché si è responsabili della vita che si sviluppa dentro di sé e sinceramente a nessuna futura mammina potrebbe saltare in mente di comprometterla solo per un hot dog succoso!

Quanti chili prendere nei 9 mesi?

Quindi, animo mammine e rivolgetevi al vostro nutrizionista di fiducia nel momento in cui sapete di aspettare così vi abituerete già dall’inizio al nuovo regime alimentare, che possiamo dirvi non sarà così ‘tosto’ come presupposto, ma potrebbe riservare delle sorprese anche piacevoli! Naturalmente la dieta è per nutrire sia mamma che feto e per far arrivare al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere sano e forte nel ventre della mamma, tanto ci penseranno i nonni, una volta nato, a viziarlo anche nel cibo. La dieta neonatale serve anche per non complicare la gravidanza nel caso la mamma già di per sé soffrisse di qualche intolleranza o carenza: per esempio, molti sono i medici che si sono ritrovati a dover integrare nella dieta delle gestanti vitamine e Sali minerali o ferro e calcio che, nonostante l’alimentazione ugualmente corretta condotta dalle mamme, non riuscivano a essere assimilati dal feto.

L’alimentazione del nutrizionista però, serve anche a evitare di metter su troppi chili: un chilo al mese o ogni due mesi è accettabile, ma quando i chili ogni due mesi sono tre allora bisogna intervenire per forza. Ricordatevi che aumentare di quindici se non di venti chili vi fa star male e fa star male anche il feto che vive dentro di voi impedendogli un regolare sviluppo, per questo è preferibile aggirarsi intorno ai nove chili in più, ovvero giusto un chilo per ogni mese di gravidanza. infatti non è proprio l’ideale, anzi, bisognerebbe subito correre ai ripari se ciò accadesse, proprio perché si andrebbe a compromettere il regolare sviluppo del feto. In genere è consigliabile fare attenzione a non prendere più di nove o al massimo undici chili complessivi durante tutto l’arco della gravidanza